Archivi tag: Africa

Diario di viaggio/4 Marocco. Alla scoperta dell’hammam

di Emilia Bonaventura

Erano diversi giorni che pensavo di andare all’ hammam ed oggi finalmente ci sono riuscita. Da qualche anno non ne frequentavo uno, la prima volta fu ad Hammamet in Tunisia. Non mi ricordavo più le incredibili sensazioni provate in quei luoghi. 

L’ hammam è un complesso termale  dove la popolazione si reca abitualmente, anche più di una volta a settimana, la struttura è di chiara derivazione dagli impianti termali della antica Roma ed anche il percorso è molto simile. Entrare in un hammam significa prendersi cura di sé , significa coccolarsi e farsi coccolare, lasciare fuori i vari problemi che ognuno di noi ha. E’ come entrare in un gineceo, automaticamente si instaura un rapporto di fiducia ed intimità tra le donne presenti, bagnanti e lavoranti, è un momento tra donne ed è stupendo. C’ è anche una sezione maschile.

A me è sembrato di tornare indietro di 2000 anni, ai tempi dell’ impero romano, quando recarsi in questi luoghi era la normalità. Spesso mi capita di descrivere ai visitatori luoghi simili a questo, data la mia professione, ed oggi ho toccato con mano ciò che da anni cerco di far rivivere a chi visita la mia terra, la Campania.

Cosa doveva provare un cittadino romano quando veniva avvolto dai vapori caldi del calidarium? Oggi possiamo chiamarlo bagno turco, quando faceva lo scrub, oggi lo fanno con il sapone nero all’ hargan, quando si faceva massaggiare con i vari unguenti, qui si fa con l’ olio di hargan. Oggi sono stata coccolata ed assistita da Khadija , dalle sue mani delicate ma decise, durante l’ intero percorso che inizia con lo scrub, continua con il bagno di vapore ed il massaggio e termina con fango alle rose ed ulteriore bagno di vapore e  doccia finale.

Si termina con un po’ di relax ed un bel tè caldo alla menta… e ti senti rinata ed in pace con il mondo!

Firenze Pitti uomo, designer africani e sfilano modelli speciali

di Noemi Guerriero

Anche Firenze Pitti Uomo si adegua ai tempi e così in passerella sfilano dei modelli speciali, sono ventenni profughi richiedenti asilo, provenienti dal Gambia e dal Mali.

I ragazzi che nel loro paese di provenienza  facevano i contadini, i muratori e i camerieri, rappresentano esattamente la fotografia della societá attuale e, hanno sfilato in Dogana a Pitti per Generation Africa.

L’evento é stato organizzato dalla  Fondazione Pitti Discovery in collaborazione con l’associazione Itc Ethical Fashion Initiative, in passerella le creazioni di quattro affermati designer africani: AKJP, Ikiré Jones, Lukhanyo Mdinigi e Nicholas Coutts e U. Mi-1.

Expo. Zimbabwe, alla scoperta del coccodrillo con foglie d’oro

Zimbabwe? Proprio dietro l’angolo, un poco più avanti. Troverete la Sierra Leone ed altri stand… Che bella l’Expo di Milano. Dimensioni enormi, ma mai quanto la realtà. Provate a trovare lo Zimbabwe sulla cartina geografica. In fondo, in fondo al Continente nero. Vicino al Sudafrica, in un luogo meraviglioso ricco di cascate e suggestivi panorami. Lì dove il mal d’Africa vi prende subito, contando i giorni che vi dividono dalla partenza. Non è tutto oro quel che luccica. E’ proprio il caso di dirlo, considerando che è anche uno dei paesi africani con la maggiore attività estrattiva aurifera. Non solo l’oro, anche i diamanti sono tra le principali fonti di ricchezza. Ma le contraddizioni sono tante. E’ un Paese che non riesce ancora a colmare e diminuire divari sociali e migliorare le condizioni di vita su tutto il territorio.

Da anni è alla ricerca di una strada autonoma, diversa, grazie ad importanti partnership con aziende straniere e in particolare, con l’Italia realizzando progetti pilota ecosostenibili ed energia alternativa. Ma anche sul piano della produzione e commercializzazione di prodotti alimentari e bevande.

Un mix di culture, tradizioni, usi e prodotti diversi sostenuti attraverso una serie di contatti e approfondite ricerche. Provate a far un giro nel padiglione dello Zimbabwe. Con un pizzico di fortuna troverete anche il Console Generale, Georges El Badaoui, che vi presenterà aspetti poco noti del Paese. Quale migliore occasione del Crocodile Party fissato per il 10 giugno. E’ la data per avviare la degustazione della carne di Coccodrillo. Vi sarà proposta in diverse salse. E in qualche occasione condita con foglie d’oro (24 karati). Sì, avete letto bene: oro. Un elemento costante nella tradizione dello Zimbabwe. Anche nella cucina. Ma non è una novità assoluta. Ultimamente un famoso chef italiano ha riproposto ricette con il minerale che ha caratteristiche particolari per contrastare l’artrite reumatoide.

Ma parliamo del coccodrillo d’oro. E’ un piatto prelibato. Si tratta di coccodrilli d’allevamento che si nutrono quasi esclusivamente di soja e di qualche pesciolino. Una tradizione culinaria di diversi Paesi, in particolare Australia, Sudafrica e, appunto, Zimbabwe. Il gusto? Si avvicina alla carne di maiale, un po’ meno tenera e anche al pollo. Sicuramente da provare. Dal prossimo 10 giugno sarà servito tutti i giorni al padiglione dello Zimbabwe. Sarà un bel giro per scoprire sapori e profumi del Paese africano ed anche i progetti ecosostenibili realizzati a Siracusa e prossimamente proprio a pochi chilometri dall’Expo a Rho, precisamente a Pero. Servirà e renderà assolutamente autonoma una scuola materna ed elementare del centro lombardo grazie alla partnership avviata tra Italia e Zimbabwe.

All’Expo, nel padiglione del Paese africano, troverete un plastico del progetto Oasi della Vita. Assolutamente innovativo e decisamente utili per i Paesi in via di sviluppo. Garantisce cibo, acqua, elettricità, sicurezza, in modo autosostenibile.

Oasi della vita, Zimbabwe, Italia, Expo,
Il Progetto Oasi della Vita (Zimbabwe-Italia)

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo, Baobab,

Zimbabwe, Expo, bevande,

Zimbabwe, Expo,

Filetti di coccodrillo,

filetti di coccodrillo, Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Zimbabwe, Expo,

Crocodile party

Zimbabwe, Expo,

Console Zimbabwe, Georges El Badaoui,
Il console generale dello Zimbabwe, Georges El Badaoui

La ricerca. L’uomo europeo? Siamo tutti un po’ asiatici

di Renato Tizzano

Gli abitanti europei, e gli Italiani in particolare, nel loro Dna hanno geni non di due popolazioni, come si pensava finora in campo scientifico,  ma, piuttosto , di ben tre gruppi umani ancestrali, frutto di ondate di migrazioni diverse, l’ultima delle quali è venuta dalla Siberia e dal Nord Europa, migliaia di anni fa.

Continua la lettura di La ricerca. L’uomo europeo? Siamo tutti un po’ asiatici