Archivi categoria: Terzo Settore

La storia. I 300 curdi di Riace dimenticati dallo Stato

di Patty G.

Ecco un’altra storia incredibile del nostro Paese. Nel 1998 circa 300 curdi sbarcano in Calabria e da allora alcuni comuni della Costa Ionica, tra i quali, Riace si dedicano alla loro assistenza. Nel 2001 poi il sindaco di Riace, borgo quasi ormai interamente abbandonato, ha l’idea di sistemare le case non abitate e donarle agli immigrati.

Così, intere famiglie hanno finalmente potuto avere di nuovo un po’ di tranquillità; sono rifiorite varie attività (piccoli negozi, artigianato, orti e le scuole finalmente hanno riformato le classi). È stata coniata una moneta che circola solo nel paese. Si tratta dei pagherò, poichè il comune per ogni immigrato dovrebbe ricevere 35 euro al giorno dalla Protezione Civile. Ma i soldi non arrivano più, si perdono nei rivoli della burocrazia e il paese è in grande difficoltà.

Le famiglie non possono più pagare neanche l’elettricità, sono al buio e i negozi che avevano fatto credito rischiano di chiudere. Pensare che il progetto era stato definito dalla comunità europea, un esempio da seguire. E il regista del film ” Il cielo sopra Berlino” gli aveva dedicato un’intera parte del film e ha fatto così conoscere al mondo il ” Modello Riace”.

“Cronache di ordinario razzismo”, il libro bianco

di Ortensia Ferrara

Dal fenomeno Cecile Kyenge, colpevole di essere la prima ministra “nera” della Repubblica italiana, alla manifestazione Stop invasione, con tanto di hashtag #stopinvasione e sottotitolo ‘Prima gli italiani’, organizzata a Milano dalla Lega nord il 18 ottobre scorso, solo per citare i più eclatanti: a quasi tre anni dal secondo Libro Bianco, Lunaria ripercorre le Cronache di ordinario razzismo che attraversano la vita pubblica e sociale del nostro Paese, stavolta allungando lo sguardo verso l’Europa, di cui le elezioni svolte nello scorso maggio hanno svelato le pulsioni nazionaliste, xenofobe e populiste.

Un lavoro di monitoraggio, analisi e approfondimento portato avanti da anni da Lunaria, associazione indipendente e senza fini di lucro nata nel 1992 che svolge attività di ricerca, formazione e comunicazione sui temi dell’economia solidale e del terzo settore, delle migrazioni e del razzismo; un lavoro promosso quotidianamente grazie al sito www.cronachediordinariorazzismo.org in cui denuncia l’evoluzione delle molteplici forme di razzismo nel nostro Paese, dalle discriminazioni istituzionali alle stigmatizzazioni mediatiche, dalle violenze fisiche alla retorica politica.

Il testo racconta le discriminazioni e le violenze razziste quotidiane che attraversano i comportamenti sociali, i discorsi della politica, gli interventi delle istituzioni e i messaggi dei media, grazie all’analisi di ben 2566 casi di discriminazioni e violenze razziste documentati tramite un database on line tra l’1 settembre 2011 e il 31 luglio 2014.

I casi sono aumentati di anno in anno, arrivando, dai 511 nel 2012, ai 998 solo nei primi sette mesi del 2014. Il movente più frequente è stato rinvenuto nelle origini nazionali o etniche, seguito da quello dei tratti somatici, poi dall’appartenenza religiosa e solo in ultimo dalle pratiche culturali. I bersagli più frequenti sono i rom, seguiti da musulmani e ebrei.

Tra i casi riscontrati di violenza razzista e discriminazione, la maggior parte si è verificata nell’ambito dell’informazione (767): dalla nazionalità, enfatizzata quando a commettere un crimine è uno straniero – mentre non lo è quando lo straniero rappresenta la vittima – alla terminologia usata per definire i rifugiati, i quali, anche quando non sono chiamati “clandestini”, sono presentati come vittime, disperati, “non persone”. “Furti, arrestate due polacche”; “Spacciava droga in centro, nigeriano preso dai carabinieri”; “Troppo libera. Padre pakistano minaccia la figlia con le forbici” sono solo alcuni esempi di lanci di agenzia e titoli di quotidiani: la scelta dei media di riportare la nazionalità di chi compie il reato – se straniero – è purtroppo prassi ordinaria, in linea con le logiche di mercato, nella ricerca del sensazionalismo che per forza di cose solletica i pregiudizi diffusi nella società da un lato, e dall’altro li orienta, a discapito di un’analisi attenta e di una descrizione puntuale degli avvenimenti.

Qualche segnale incoraggiante, tuttavia, c’è: ne rappresentano un esempio l’attenzione che la stampa ha rivolto allo sfruttamento dei lavoratori migranti o alle condizioni di trattenimento all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione. «L’informazione mediatica è ancora ampiamente sbilanciata – si legge nel libro – ma i cambiamenti avvengono in modo graduale e il fatto che alcune situazioni escano dai territori ed entrino, pur se soltanto in modo saltuario, nei media nazionali, è un segno positivo».

Il testo è disponibile per tutti on line qui

https://www.lunaria.org/wp-content/uploads/2014/10/impaginato-low.pdf

Premio Falcone al progetto Carovane antimafie

La Carovana Antimafie “viaggia instancabilmente da venti anni in giro per l’Italia e l’Europa, per riportare le voci di coloro che lavorano per lo Stato democratico di diritto e della giustizia sociale, ma anche per promuovere progetti concreti, incontrare le famiglie delle vittime di mafia e raccontare le modalità di riutilizzo dei beni confiscati”.  Questa la motivazione che ha portato il progetto di Carovana Internazionale Antimafie all’assegnazione, per il 2014, del Premio Falcone, nella categoria ‘democrazia’.

Il Premio Falcone è stato istituito nel 2012 su iniziativa degli avvocati Laurent Hincker (Istituto IFRAV contro la violenza) e Roland Sanviti (Giustizia e democrazia), in memoria del giudice italiano Giovanni Falcone.

Nel 2012 fu Roberto Saviano il protagonista dello stesso premio per la giustizia, lo scorso anno fu scelta per i diritti umani la televisione pubblica algerina (Eptv) per i suoi 25 giornalisti uccisi, mentre il premio per la democrazia andò al ‘grand reporter’ francese Karim Baila per le sue inchieste. 

Assegnato dal Consiglio d’Europa e dalla città di Strasburgo nell’ambito del Forum mondiale per la democrazia, quest’anno il Premio è stato conferito, oltre alla Carovana Antimafie, all’associazione Progetto San Francesco e al Centro Studi Sociali contro le mafie. 

La consegna del Premio è avvenuta il 4 novembre a Strasburgo in occasione del Forum Mondiale della Democrazia dove più di un migliaio di persone –  capi di stato, opinion maker, attivisti della società civile, rappresentanti delle imprese, del mondo accademico, dei media e dei gruppi professionali provenienti da circa cento paesi – si sono incontrate per cercare di determinare in che modo le democrazie possono rispondere alle attese dei cittadini. A ritirare il Premio Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della Carovana, progetto nato nel 1994 per iniziativa dell’Arci Sicilia, con dieci giorni di viaggio da Capaci a Licata, all’indomani dalle stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992, con l’obiettivo di portare solidarietà a coloro che in prima fila operavano per portare legalità democratica, giustizia e opportunità di crescita sociale nel proprio territorio, di sensibilizzare le persone per tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso, di promuovere impegno sociale e progetti concreti.

Dal 1996 la Carovana è copromossa, insieme all’Arci, da Libera e Avviso Pubblico ed è diventata nazionale e internazionale. Oggi si avvale del sostegno dei tre sindacati e di un partner straniero, la Ligue de l’enseignement. Proprio la Francia sarà una delle prossime tappe dove si muoverà la Carovana: letteralmente, con due furgoni ed alcuni carovanieri a bordo, per portare il suo messaggio di legalità e giustizia.

Dopo le 91 tappe italiane realizzate in 62 giorni di viaggio, gli oltre 15mila chilometri percorsi, le 39 scuole, 50 circoli Arci, 32 fra presidi e coordinamenti di Libera  e 5 beni confiscati visitati, la Carovana ha infatti iniziato il suo viaggio alla volta delle tappe all’estero, avvalendosi anche del progetto internazionale CARTT (Campaign for awareness raising and training to fight trafficking), che ha consentito di articolare il tema della tratta degli esseri umani (tema prescelto per l’edizione 2014) nei diversi aspetti dello sfruttamento del lavoro. Serbia e Romania i primi paesi visitati, Francia, Spagna e Malta le prossime mete in programma. Con una ripartenza simbolica, dalla Sicilia, dove la Carovana è nata, a venti anni da quella data. Un anniversario che rende il riconoscimento del Premio Falcone ancora più significativo.

Per seguire il viaggio della Carovana Antimafie:

www.carovanaantimafie.eu

fb Carovana Internazionale Antimafie

tw @carovana2014

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Lampedusa, la cronaca del Festival Sabir per non dimenticare

Ortensia Ferrara

Lampedusa – Dibattiti, eventi e laboratori sul ruolo di Lampedusa come ponte tra i popoli nel cuore del mar Mediterraneo. Incontri internazionali su temi come le migrazioni, la partecipazione e la democrazia euromediterranea, i beni comuni, i diritti sociali e culturali, le frontiere e la prima accoglienza.

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A Lampedusa per il Festival Sabir, la rassegna delle culture mediterranee

Jepmagazine a Lampedusa per il Festival diffuso delle culture mediterranee. L’evento si svolgerà dal 1 al 5 ottobre. Musica, teatro, libri, dibattiti e momenti di riflessione a un anno dal tragico naufragio del 3 ottobre del 2013.

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