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Napoli, il 7 aprile la serata fashion a La Scalinatella

La dolce vita napoletana si arricchisce giorno per giorno di nuovi eventi e nuovi locali. È un momento particolarmente vivace della movida di Napoli. A La Scalinatella a Napoli, in una zona centralissima nei pressi di via dei Mille, grazie all’iniziativa della Sismo eventi, nasce la Serata fashion Boom!rang, in programma il prossimo 7 aprile.

La serata fashion in programma il 7 aprile

Si tratta di un concept innovativo e moderno che prende forma grazie all’interazione con il mondo social e a molte figure che lo caratterizzano: #fashionblogger #influencer e #lifestyle ospiti e protagonisti della rassegna fashion. Sarà un concentrato di fashion, tendenza, innovazione e visibilità.

Serata fashion a Napoli

Nel primo venerdì del mese è previsto il lancio della rassegna con appuntamenti periodici sempre a La Scalinatella a Napoli. Si caratterizzerà anche per un pubblico molto selezionato, max 200 ospiti, con obbligo di Dress Code: #Elegant.

Serata fashion con influencer e blogger

Oltre a noti personaggi influencer del panorama fashion, campano e nazionale, le social guest star confermate sono  Umberto Buglione, Maria Grazia Ceraso, Noemi Guerriero, Ugo Marchionne, Rossella Padolino, Tommaso Rosati e Claudia Squame, è in programma la performance di Peppe Parlato pianoshow, personaggio noto nel panorama napoletano e non, e Felice Visone in console DjSet che saranno guidati dalla voce Rosario Sepe, the voice love.

Sismo, Boom!erang, Napoli,
Evento Sismo Boom!erang
Noemi Guerriero, Sismo, Napoli,
Blogger Noemi Guerriero, evento Sismo a Napoli
Rossella Padolino, Napoli,
Blogger Rossella Padolino, evento Sismo a Napoli,
La scalinatella, Pietro Carpino, Napoli,
Pietro Carpino tra i promotori dell’evento

Gustus a Napoli, le eccellenze italiane in vetrina

Inaugurato a Napoli il salone Gustus, l’Expo dei Sapori Mediterranei, la kermesse riservata agli operatori del settore food che si svolge da tre anni alla mostra d’oltremare di Napoli. Molta Campania ma non solo in questa vetrina di eccellenze che quest’anno ha incrementato il numero di espositori e di buyers. In evidenza le tipicità del Meridione e uno spazio dedicato anche ad alcune aziende di Norcia e del centro-Italia la cui economia è stata ferita dai recenti sisma. Giornata inaugurale con Gianfranco Vissani, chef stellato e testimonial dell’evento che ha visitato con particolare interesse gli stand delle province campane e che terrà uno show-cooking insieme al giovane collega Gennaro Amitrano.

Gustus è anche un ricco contenitore di convegni e corsi di aggiornamento riservati agli operatori dell’ho.re.ca. Fin dalla prima edizione, il Salone partenopeo mira alla valorizzazione e alla tutela della Dieta Mediterranea, riconosciuta sei anni fa dall’UNESCO quale Patrimonio immateriale dell’umanità. A questo importante tema è dedicato il convegno in programma lunedì con la proiezione del docu-film “Mediterranean diet example to the world” e gli interventi di docenti ed esperti di alimentazione.

Napoli, gli amici ricordano Mario Scarpetta

Lunedì 14 novembre prossimo, alle ore 21, presso Madalù – sala eventi, in via Alfonso D’Avalos, 16 a Napoli (nelle adiacenze di piazza Nazionale), si terrà “Gli amici ricordano Mario Scarpetta”, un incontro in omaggio dell’attore e regista discendente della dinastia teatrale partenopea più importante e longeva d’Italia, in occasione del dodicesimo anniversario della scomparsa.

Alla serata interverranno amici e artisti e saranno proiettati alcuni video.

Mario Scarpetta

Pronipote di Eduardo Scarpetta, padre naturale dei fratelli De Filippo, e nipote di Vincenzo Scarpetta, Mario nasce a Roma il 4 dicembre del 1953, da Eduardo, un ufficiale dell’aeronautica che ha preferito la carriera militare a quella del palcoscenico.

Per tutta l’infanzia e l’adolescenza Mario respira aria di teatro: la casa dove vive è pregna di riferimenti, echi continui e immagini legate al teatro; inoltre nello stesso palazzo degli Scarpetta, a via Vittoria Colonna, vive Vittorio Viviani, figlio di Raffaele e grande storico di teatro, il quale ha sposato la zia di Mario, Dora Scarpetta.

Dopo aver conseguito il diploma di maturità al liceo Umberto di Napoli, Mario si iscrive alla facoltà di Chimica, avviandosi verso il normale iter universitario. Abbandona gli studi per il teatro nel 1972, quando esordisce come comparsa nella compagnia dello zio Eduardo De Filippo nello spettacolo Le bugie con le gambe lunghe.

Nell’enorme macrocosmo teatrale della compagnia Il Teatro di Eduardo, Mario si forma e lavora contemporaneamente. Via via Eduardo gli affida parti di sempre maggiore rilievo, intuendo la sua grande predisposizione al teatro e il suo talento innato. L’esperienza formativa di Mario con Eduardo prosegue fino al 1975; in questo periodo prende parte a cinque spettacoli teatrali (Le bugie con le gambe lunghe, Na santarella, Il sindaco del rione Sanità, Gli esami non finiscono mai, Lu curaggio de nu pompiere napulitano) e alla registrazione televisiva di sei commedie (Uomo e galantuomo, Gli esami non finiscono mai, Li nepute de lu sinneco, Na santarella, ‘O tuono ‘e marzo, Lu curaggio de nu pompiere napulitano). In questo periodo Mario ha la possibilità di lavorare fianco a fianco con innumerevoli grandi attori, tra cui Nino Formicola, Paolo Stoppa, Linda Moretti, Nunzia Fumo, Luca De Filippo, Isa Danieli e con attori che come lui si stavano formando e che Mario incontrerà successivamente, come Nello Mascia, Lina Sastri, Tommaso Bianco e Marina Confalone.

Dopo il ciclo scarpettiano con Eduardo e dopo varie esperienze con Armando Pugliese e Roberto De Simone, Mario forma una propria compagnia e dal 1979 al 1981 mette in scena al teatro Cilea di Napoli la sua prima trilogia scarpettiana come interprete e regista (‘O scarfalietto, Tre pecore viziose, ‘O miedeco dei pazzi), tutta ripresa e trasmessa dalla Rai, e successivamente Miseria e Nobiltà. Con lui in compagnia tutti validi comprimari napoletani: Geppino Anatrella, Dolores Palumbo,Tullio Del Matto e Maria Basile, che sposa circa dieci anni dopo e dalla quale ha i due figli Carolina ed Eduardo.

Reduce da una serie di impegni televisivi e cinematografici (tra cui Antonio Petito artista comico di Gennaro Magliulo e Taranto story per la Rai e da varie collaborazioni teatrali, come La maschera e il suo amico diavolo con Ettore Massarese), Mario riprende il suo discorso con Scarpetta. Fra il 1985 e il 1988 mette in scena ancora una trilogia del bisnonno Eduardo: Na santarella con Daniela Poggi, I nipoti del sindaco e riallestisce Miseria e Nobiltà (che poi porta al successo al festival di Edimburgo nel 1988).

Nel frattempo, Mario ha conosciuto Gianni Pinto che sarà produttore e amico fino alla sua scomparsa. Con Pinto – e quindi con Libera scena ensemble prima e con la Prospet successivamente – Mario può contare di nuovo su una propria compagnia e dedicarsi al repertorio scarpettiano, ma non solo: sarà attento attore anche in altri spettacoli come Le farse cavaiole, Storie di piccoli furti, Pomeriggio di festa e Uscita di emergenza.

Dal 1989 al 1994 Mario mette in scena alcune commedie del bisnonno meno note al pubblico: L’amico di papà, Felice sposo e Il testamento di Parasacco, ovvero le mirabolanti imprese di Felice Sciosciammocca e un diavolo sfaticato, e poi i più noti Un brutto difetto e ‘O tuono ‘e marzo di Vincenzo Scarpetta.

Dal 1995 in poi il cammino artistico di Mario è sempre più fecondo: oltre a varie collaborazioni con i più svariati registi continua la produzione scarpettiana con la Prospet di Gianni Pinto e con Il sole e la luna.

Mario recita anche nel cinema e in televisione. Tra i suoi film si ricordano La patata bollente e Banana Joe per la regia di Steno, la commedia Ferie d’agosto di Paolo Virzì e Aitanic diretto e interpretato da Nino D’Angelo.

Si spegne improvvisamente la mattina del 14 novembre 2004, all’età di 51 anni, all’ospedale dei Pellegrini di Napoli, dove è stato ricoverato a sèguito di un malore. Giusto qualche giorno prima dell’intervento chirurgico previsto in una clinica tedesca per la rimozione di un tumore alle corde vocali.

Mario Scarpetta nell’intervista su Eduardo rilasciata al Centro teatro ateneo dell’università la Sapienza di Roma

Comincerò col parlare del personaggio, creato da Antonio Petito, di Felice Sciosciammocca, racconterò come nasce, come diventa, come vive.

Sciosciammocca in napoletano significa l’«allocco», uno che sta così, con la bocca aperta, come un ingenuo. Con Eduardo Scarpetta questo personaggio di allocco, di ingenuo si evolve e diventa invece un personaggio che fa parte della borghesia napoletana: borghesia napoletana che nel 1850-’60 cominciava a prendere piede dopo che Napoli non era più capitale di un regno.

Eduardo Scarpetta ha avuto, secondo me, il merito di elaborare, di ingrandire, di ingigantire questi aspetti del personaggio, Felice Sciosciammocca, riuscendo a introdurlo in un certo tipo di società e facendolo diventare un personaggio a se stante. Questo personaggio ha influenzato moltissimo la fine dell”800 teatrale napoletano tanto da interessare Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Raffaele Viviani: è diventato un personaggio a tutto tondo e sono tantissime le commedie attraverso le quali è possibile seguire l’evoluzione del personaggio di Felice Sciosciammocca.

Vincenzo Scarpetta, mio nonno, ereditò questo personaggio dal padre Eduardo Scarpetta e subì molto questa supremazia del padre, che era stato veramente un grande, e fu quasi costretto – psicologicamente non materialmente – a continuare questa dinastia teatrale. Se io dico che non era all’altezza non voglio sminuire il lavoro e l’opera di mio nonno. Ma mio nonno voleva fare altre cose. Mio nonno voleva essere un compositore. Mio nonno si innamorò perdutamente di una soubrette francese che era Eugenie Fugier e il bisnonno gli disse: «Se tu sposi e vai a Parigi io moro». E mio nonno non sposò questa Eugenie Fugier. E ci sono un sacco di lavori teatrali del nonno con le sue musiche, ché il nonno componeva le musiche per le commedie del padre.

C’è un episodio, riguardo a questa passione musicale di mio nonno Vincenzo, che mi ha raccontato Eduardo De Filippo. Allora il nonno scrisse la parodia de La donna è mobile e la Siae, la società degli autori che più o meno nasceva allora, stiamo parlando del 1911 o di qualcosa del genere, aveva come regola che superate le sette note era plagio. Allora vennero in teatro questi della Siae per controllare se c’era plagio. E c’era un pezzo di questa Donna immobile che faceva: «La donna immobile qual piuma al seno»… Insomma, questi della Siae giù in sala ascoltavano la musica e contavano sulle dita il numero delle note. E allora il nonno, quando seppe questa notizia, cambiò ogni settima nota e così non era plagio. Ecco perché dico che la passione di mio nonno era la musica. Io ho su a casa il suo pianoforte. Il nonno in Santarella suonava il pianoforte perché doveva doppiare l’organo che c’era in scena. Poi è stato anche, diciamo così, il creatore professionalmente di Eduardo. Perché Eduardo ha scritto per lui, per lui e per la compagnia nella quale lavorava. Eduardo era l’attore più pagato della compagnia di Vincenzo Scarpetta e ha scritto per lui e per la compagnia commedie comeDitegli sempre di sì e Uomo e Galantuomo.

Dal 23 maggio la rassegna Tuttopizza a Napoli

La capitale della pizza? Non ci sono dubbi: Nappoli. Dal 23 al 25 maggio ci sarà un motivo in più per celebrarla con il “Tuttopizza” alla Mostra d’oltremare a Napoli.

Oltre settanta stands, quattromila metri quadrati di esposizione, oltre ad neri padiglioni dedicati interamente alle attrezzature, alle materie prime, ai pizza show, gluten free ed ancora seminari, dibattiti ed incontri. Queste sono le cifre del primo salone internazionale della pizza e del suo indotto in programma a Napoli. Ma vediamo ancora qualche cifra. In Italia esistono oltre trentamila punti vendita. Il nostro Paese è la terza nazione, dopo Inghilterra e Spagna per l’incidenza dei consumi alimentari fuori casa (circa il 33% per un giro d’affari di circa 75 miliardi di euro). Tra le curiosità della rassegna da segnalare il trofeo tuttopizza, prove di abilità ed anche seminari di formazione per il glutine free.

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L’apertura dell’Archivio sonoro di Napoli e della Campania

Un fantastico viaggio tra i suoni e i sapori per scoprire Napoli e la Campania. E’ questo l’obiettivo di una serie di manifestazioni promosse in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio sonoro della Campania all’Archivio di Stato di Napoli. Il via è previsto per sabato 12 marzo, alle ore 10, con la presentazione della teca digitale che raccoglie il patrimonio musicale di Napoli e della Campania.

Il giorno dell’inaugurazione ci sarà il vernissage della mostra fotografica Magici Mirabili Misteri di Paola Pisano, interamente dedicata ai riti pasquali di Procida. Per l’occasione un un gruppo di cantori e musici di una delle confraternite procidane eseguirà dal vivo alcune tipiche canzoni nella processione del Venerdì Santo.

L’incontro si concluderà con l’esibizione della paranza di zi’ Peppino Di Febbraio.

Le altre manifestazioni sono in programma il 17 marzo con l’inaugurazione della mostra documentaria Le rotte del cibo, curata dell’Archivio di Stato, un vero e proprio percorso dei prodotti enogastronomici della Campania, dal Duecento all’Ottocento; il 18 marzo dalle ore 17,30 con un incontro con Pasquale Scialò e Giandomenico Curi, i battenti di Minori e la paranza della Madonna Avvocata di Maiori e prodotti tipici dell’area, per concludere sabato 19 marzo alle ore 10 con diverse paranze rappresentative di tutto il territorio regionale, una selezione di prodotti tipici e la performance di Paolo Apolito.

Tutti gli incontri si svolgeranno presso l’Archivio di Stato e l’ingresso è completamente gratuito.

Archivio di Stato a Napoli e l'archivio sonoro,