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Stealth, tecnologia d’invisibilità

di Riccardo Tizzano

La tecnologia stealth si basa sulla rifrazione delle onde radar, ma prima capiamo come vengono individuati i velivoli militari.

Il modo più comune per rilevare oggetti volanti, utilizzato sia in ambito civile che militare, è il radar. Il funzionamento del radar è piuttosto semplice, un generatore emette onde radio che si espandono nel raggio di chilometri. Se non incontrano ostacoli si espandono indefinitamente diminuendo gradualmente di intensità, fino a disperdersi. Se, invece, incontrano ostacoli, di qualsiasi genere essi siano, vengono riflesse, e rilevate da un’ antenna.

La tecnologia stealth nasce dall’idea di poter ingannare il radar, rifrangendo le onde radio in una direzione diversa da quella dell’antenna, cioè non rispedendole di nuovo al mittente, ma verso un’altra zona dello spazio nella quale si disperderanno proprio come se non avessero incontrato alcun ostacolo al proprio cammino.
In seguito a studi sulle onde radar si è scoperto che superfici curve le riflettono nella stessa direzione dalla quale provengono, invece superfici piane le deviano altrove.

Applicare questa scoperta all’aeronautica per creare aerei invisibili vuol dire creare velivoli, in grado di volare, che rispettino alti standard di sicurezza, velocità e manovrabilità, la cui superficie esterna, responsabile dell’aerodinamica, sia composta esclusivamente, o quasi, da piani.

Una sfida enorme per l’ingegneria, dato che un corpo composto da piani non è affatto aerodinamico, pensiamo a quale opponga più resistenza al movimento in area tra un cubo e una sfera.

Se poi alla rifrazione, si aggiungono materiali che assorbono onde radio, motori silenziosi, che disperdono il calore per ridurre la traccia termica, finitura mimetica si ottengono aerei davvero invisibili, Alcuni esempi sono il bombardiere B2, che ricorda nella forma un pipistrello, ma con un apertura alare di 52 metri, il caccia F-117 Nighthawk che, per la stentata aerodinamica, non potrebbe volare se i comandi del pilota non fossero istantaneamente trasformati da uno dei più complessi software avionici esistenti, ma soprattutto i droni di ultima generazione, come il Phantom Ray della Boeing.

Se dal secondo dopoguerra questo tipo di tecnologia, scoperta in un prototipo della Germania nazista, è stata sviluppata dagli USA, e testata nell’ Area 51, oggi molti altri stati hanno sviluppato e continuano a sviluppare velivoli stealth.

Esistono anche navi invisibili, come la Sea Shadow, della Royal Navy, o la Visby-class Helsingborg, della Swedish Navy, governabili da pochi uomini, altamente tecnologiche, e che raggiungono, tra l’altro, velocità superiori a quelle mai raggiunte da ogni altra nave, e, per questo, tenute segrete.
In realtà la tecnologia stealth non elimina completamente la rifrazione causata da un oggetto ma la riduce di moltissimo, rendendo sullo schermo dei radar un caccia paragonabile ad un uccello in volo. Sembrerebbe però che questa tecnologia sia ormai superata, dato che la Cina avrebbe sviluppato l’ aereo Divine Eagle, Shen Diao, in grado di rilevare gli aerei stealth.

riccardotizzano@co-media.it

B-2 Spirit,
B-2 Spirit
F-117 Nighthawk,
F-117 Nighthawk
Schermo Radar,
Schermo Radar
Stealth,
Primo aereo Stealth nazista
Visby-Class Corvette Helsingborg,
Visby Class Corvette Helsingborg
Phantom Ray,
Phantom Ray

Colori d’artificio. Curiosità e incanto pirotecnico

di Riccardo Tizzano

Quando le notti estive sono illuminate da uno spettacolo pirotecnico, nel cuore di coloro che, col naso all’insù, ammirano un tale incanto, si riflette quel che gli occhi vedono, tramutandolo in emozione. Ma come sono fatti i fuochi d’artificio?

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Il cemento che purifica l’aria

di Riccardo Tizzano

“Guarda questa città, è grigia, piena di cemento, così inquinata!” Spesso il cemento è impropriamente associato allo smog. Niente di più sbagliato dopo una recente invenzione: il cemento che purifica l’aria. Il cemento è una polvere di origine minerale, ed è un materiale legante, alla base dell’edilizia occidentale fin dai tempi dei Romani.

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Un colpo di… fulmine

di Riccardo Tizzano

I fulmini sono da sempre una delle più affascinanti manifestazioni della potenza della natura. Probabilmente fu proprio un fulmine, colpendo un albero, a sostituire il mitologico Prometeo nel far conoscere il fuoco all’umanità. Ma cos’è un fulmine? Perché si forma? Come evitare di essere colpiti?

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