Archivi categoria: Diario di viaggio

Diario di viaggio/4 Marocco. Alla scoperta dell’hammam

di Emilia Bonaventura

Erano diversi giorni che pensavo di andare all’ hammam ed oggi finalmente ci sono riuscita. Da qualche anno non ne frequentavo uno, la prima volta fu ad Hammamet in Tunisia. Non mi ricordavo più le incredibili sensazioni provate in quei luoghi. 

L’ hammam è un complesso termale  dove la popolazione si reca abitualmente, anche più di una volta a settimana, la struttura è di chiara derivazione dagli impianti termali della antica Roma ed anche il percorso è molto simile. Entrare in un hammam significa prendersi cura di sé , significa coccolarsi e farsi coccolare, lasciare fuori i vari problemi che ognuno di noi ha. E’ come entrare in un gineceo, automaticamente si instaura un rapporto di fiducia ed intimità tra le donne presenti, bagnanti e lavoranti, è un momento tra donne ed è stupendo. C’ è anche una sezione maschile.

A me è sembrato di tornare indietro di 2000 anni, ai tempi dell’ impero romano, quando recarsi in questi luoghi era la normalità. Spesso mi capita di descrivere ai visitatori luoghi simili a questo, data la mia professione, ed oggi ho toccato con mano ciò che da anni cerco di far rivivere a chi visita la mia terra, la Campania.

Cosa doveva provare un cittadino romano quando veniva avvolto dai vapori caldi del calidarium? Oggi possiamo chiamarlo bagno turco, quando faceva lo scrub, oggi lo fanno con il sapone nero all’ hargan, quando si faceva massaggiare con i vari unguenti, qui si fa con l’ olio di hargan. Oggi sono stata coccolata ed assistita da Khadija , dalle sue mani delicate ma decise, durante l’ intero percorso che inizia con lo scrub, continua con il bagno di vapore ed il massaggio e termina con fango alle rose ed ulteriore bagno di vapore e  doccia finale.

Si termina con un po’ di relax ed un bel tè caldo alla menta… e ti senti rinata ed in pace con il mondo!

Diario di viaggio/3 Marocco. Vivere la Medina

di Emilia Bonaventura

Vivere la Medina non è semplice, specialmente se non si vuol avere un approccio da turista, ma da viaggiatore o lavoratore temporaneo, come sono io in questo periodo.

Accanto a tutto ciò che può affascinare un occidentale, e vi assicuro che c’ è tanto che può affascinarci, ci sono le difficoltà oggettive che sicuramente un viaggiatore può accettare di buon grado per un po’, per conoscere un’altra cultura, un altro modo di vivere.

Come dicevo nel mio scritto precedente, i vicoli della Medina sono stretti e tortuosi e per necessità contingenti, c’ è bisogno di trasportare merci e persone, per cui per la maggior parte delle ore del giorno, questi vicoli sono percorsi da centinaia di biciclette, ciclomotori, e mezzi a tre ruote per il trasporto merci, consigliabile, quindi, mantenere sempre la destra, pena il pericolo di essere investiti ogni 3 minuti.

Con i venditori nei suq, che continuamente cercano di attirare l’ attenzione del turista, a volte si instaura una divertente trattativa sull’acquisto di un prodotto. E’ nella cultura araba e berbera la contrattazione.

Per farmi un complimento, a questo proposito, mi hanno chiesto se fossi Berbera!!!

Qualche giorno fa, percorrendo le strade della Medina con una connazionale, ci siamo imbattute nella bottega di un venditore di pashmine, ne avevo adocchiata una che mi piaceva, ed è partita la trattativa.

Non so come è successo, a me non piace fare questo genere di cose, mi sono lasciata trasportare dalla situazione, e mi sono anche divertita. Ho deciso di non spostarmi dalla mia offerta a costo di non prendere l’ oggetto, il venditore non mollava ma neanche io. Ad un certo punto ha chiesto alla mia amica da dove venissimo, lei ha risposto, Italia, Napoli, il venditore con fare di rispetto mi ha richiamata, ero già fuori dal negozio per andare via, e mi ha dato la pashmina al prezzo che volevo io. Soddisfazione!!!

Riconoscono ai Campani, Napoletani in particolare, doti che altri non hanno… e anche questo è Medina. È Marocco!

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Diario di viaggio/1. Marocco, colori e atmosfere

Oggi inizia il racconto su Jepmagazine di Emilia Bonaventura, una guida turistica specializzata, che si trova in Marocco da diverso tempo per una specializzazione. Sarà una sorta di diario di viaggio. Anche fotografico. 

Emilia Bonaventura

Spesso mi trovo a viaggiare per lavoro e per passione. Sono una guida, penso un po’ anomala, ma questa è la mia prima volta in Marocco, anche se non è la prima volta in un paese musulmano.

Ho visto filmati e foto, ascoltato racconti di chi ci è già stato, ma come sempre quello che si vive di persona è sempre differente.

Sono arrivata qui, lo devo dire con un po’ di pregiudizi arricchiti da persone amiche che mi volevano mettere in guardia dalle difficoltà che avrei trovato .

Ma, fortunatamente, vivendo qui ( ci rimarrò un mese) molti di quei pregiudizi sono e stanno sparendo, anche se il Marocco è e rimane un paese ricco di contraddizioni.

Appena atterrata ho notato che all’ aeroporto El Manara sono in corso dei lavori di ampliamento. Raggiungendo l’ hotel, gestito da un italo- belga, situato nella città nuova di Gueliz,  ho contato più di una quindicina di gru, il che vuol dire altrettanti cantieri. Tradotto vuol dire: economia in movimento, in poche parole:  un Paese in crescita.

E questa crescita mi è stata confermata anche dalla proprietaria dell’ hotel dove ho alloggiato i primi giorni, mi ha anche detto che molti europei stanno investendo qui. Soprattutto in campo turistico e della accoglienza, acquistando hotels o riad, tipiche abitazioni a corte interna nella Medina.

Altra categoria che sta “emigrando” in questo paese, sono i liberi professionisti, in particolare ho sentito parlare di diversi architetti italiani che stanno cominciando a lavorare qui, particolarmente apprezzati per la loro creatività.

Gueliz, dicevo, è un quartiere costruito dai francesi, con architetture coloniali, ha un aspetto tipicamente europeo, con i suoi portici, i suoi caffè, hotel di lusso e centri commerciali. Si può raggiungere comodamente in taxi dalla Medina o anche a piedi per chi ama fare trekking urbano.

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Aeroporto di Marrakech, Marocco,
Aeroporto di Marrakech

Marocco,

Le Foto per dirlo. Devo andare: Marche

di Mariateresa Formicola

“Ho bisogno del mare perché mi insegna;

non so se imparo musica o coscienza”

(Pablo Neruda)

Una buona comitiva di amici mi invita nelle Marche e penso, con rapida riflessione, sia tra le poche regioni della nostra penisola che non ho ancora visitato.

Divento impaziente di afferrare l’occasione di spingere lo sguardo dentro confini sconosciuti dell’Italia intermedia e decido che l’invito è tassativamente indeclinabile e parto, concedendo priorità a località poste in zone costiere, perché il mare mi attrae incessantemente e  promette l’esperienza propizia di un’intensa e compiuta confidenza con me stessa.

A questo punto, la narrazione per immagini di quanto ho colto intorno a me.

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L’attentato di Tunisi. La testimonianza

di Tuccia Solarino

Ho sempre desiderato fare una crociera. E dopo diversi anni l’ho realizzato. Abbiamo valutato le varie offerte e alla fine abbiamo deciso di scegliere la settimana nel Mediterraneo proposta da Costa Fascinosa. Così, il nostro sogno si avvera, lo scorso 10 marzo scorso ci siamo imbarcati da Palermo in direzione Tunisi, Palma de Maiorca, Marsiglia, Savona, Civitavecchia e, ovviamente, ritorno a casa. Inutile dirlo: è stata una settimana straordinaria abbiamo visitato posti bellissimi, come le grotte di Palma, la Provenza, luoghi bellissimi dove hanno vissuto van Gogh e Nostradamus.

Luoghi meravigliosi, i campi che profumano di lavanda. Insomma un’esperienza indimenticabile, dove a far da corollario c’era anche l’affascinante vita sulla nave con gli animatori che ti coinvolgono nei balli di gruppo o nei giochi. La vita a bordo? La sera si ascolta buona musica, sorseggiando squisiti cocktail e si balla fino a notte fonda. Si fa amicizia, si conoscono persone molto simpatiche. Come è successo anche a noi. Persone che ti entrano subito nel cuore, si aprono, ti raccontano le loro storie come se ci si conoscesse da una vita.

Una di queste è Gabry una signora di Oristano che vive Frosinone. Empatia a prima vista. Poi, le chiacchiere sorseggiando un caffè. Lei si era imbarcata a Savona. Quindi, continuava la crociera, dopo il nostro sbarco a Palermo, in direzione Tunisia. Era sola e non era per niente convinta di continuare la crociera come se presagisse quello che stava per succedere, mi faceva tanta tenerezza. 

Prima dei tradizionali abbracci, lo scambio affettuoso di saluti, i numeri di telefono. Ci teneva aggiornati sul prosieguo del suo viaggio, ci raccontava di aver incontrato una coppia, che avrebbe fatto le escursioni in loro compagnia. Cosa che mi aveva tranquillizzata abbastanza.   

Mercoledì presa da mille cose da fare, disfare i bagagli, ecc.. non ho avuto l’occasione di sentire i notiziari. Poi nel pomeriggio, mentre ero in macchina, mi scrive mio fratello sottolineandomi il fatto di quanto fossimo stati fortunati e mi raccontò l’attacco al museo del Bardo.

Mi vennero i brividi ero scioccata al pensiero che giusto una settimana prima anche ci trovavamo nello stesso posto! Il mio pensiero fu subito per Gabry, cercai di contattarla ma niente, non era raggiungibile, pregai che non le fosse successo nulla eravamo impotenti non potevamo fare altro che pregare e sperare e allo stesso tempo ringraziavo il cielo per averci risparmiato quell’orrenda tragedia.

Finalmente il venerdì pomeriggio squilla il cellulare era Gabry, era salva, aveva interrotto la crociera come tanti altri erano rientrati con un volo da Tunisi (la compagnia Costa aveva lasciato libera scelta se continuare o interrompere la crociera, mi ha raccontato che lei era stata in giro per i mercatini di Tunisi e che dovevano prendere il pullman che li avrebbe portati al museo ma lei all’ultimo minuto non aveva voglia di andarci ed è tornata a bordo, arrivata in cabina ha acceso la tv e ha sentito la notizia dell’attacco terroristico alla costa Fascinosa. Non capendo bene cosa stesse succedendo, era convinta che avessero attaccato la nave, è uscita in corridoio dove regnava il terrore, le persone fuggivano mezzi nudi urlando in preda al panico, poi i membri dell’equipaggio li hanno rassicurati. Ringrazio ancora Dio per averci risparmiato questo orrore e continuo a pregare che queste atrocità non debbano più succedere.

Crociera, tunisi, Museo del Bardo, Tunisi,

Crociera, Tunisi, Costa fascinosa,