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I consigli dell’esperto. Quando iniziare l’addestramento

di Renato Freda

     Una domanda che ricorre spesso, nella mia attività di istruttore cinofilo, riguarda l’età in cui è consigliabile iniziare l’addestramento.

Smentita subito la regola che bisogna aspettare che il cane abbia compiuto l’anno di età, la risposta tecnica è “subito dopo il completamento delle vaccinazioni di base”, a circa quattro mesi.

Diversi anni fa i cani venivano lasciati presso l’addestratore che ne curava la formazione: da qui la regola dell’anno di età perché gli addestratori preferivano lavorare con cani che avessero già completato lo sviluppo.

Oggigiorno, la maggioranza dei centri di addestramento organizza corsi che vedono impegnati in prima persona i proprietari con i propri cani.

     Generalmente si inizia con un corso di educazione di base decidendo, eventualmente, quale “carriera” fare intraprendere al proprio amico a quattro zampe: la carriera dell’utilità e difesa, dell’agility, della ricerca in superficie e/o su macerie, della pet- therapy, o quella del buon compagno della nostra quotidianità.

Discorso a parte per gli allevatori, soprattutto di razze da utilità e difesa, che hanno esigenze addestrative finalizzate alla carriera agonistica dei soggetti allevati.

     Quando mi viene rivolta questa domanda, con una forzatura, rispondo che l’addestramento dovrebbe iniziare prima della nascita del cane, e poi spiego che prima di operare una scelta circa l’acquisto o l’adozione di un cane, sarebbe opportuno rivolgerci ad un tecnico che, sentite le nostre esigenze, i nostri spazi, i nostri tempi, possa indirizzarci verso il cane che fa maggiormente al caso nostro.

     Sarebbe opportuno rivolgerci ad un medico veterinario per avere indicazioni sugli aspetti sanitari da tener presente prima di prendere un cane, cucciolo o adulto che sia.

     Assolutamente sconsigliabile l’acquisto di cani di importazione.

Se vogliamo rivolgerci al mercato estero, contattiamo direttamente gli allevatori o, avendone la possibilità, rechiamoci di persona in allevamento.

Diffidiamo sempre dall’acquistare cani di importazione che spesso arrivano in pessime condizioni, troppo piccoli per affrontare lunghi viaggi e per aver completato le vaccinazioni importanti. Ovviamente anche i cuccioli che escono dagli allevamenti all’età di 60 gg. non possono aver completato tutto il protocollo vaccinale ma, in questo caso, si tratta di cuccioli non stressati che passano direttamente dall’allevatore alla famiglia di adozione, senza nessun passaggio attraverso coloro che importano soggetti in elevata promiscuità.

     Come accennato nell’articolo precedente (socializzazione secondaria) già nei primissimi mesi di vita il cucciolo può essere, ad esempio, educato a “sporcare” nel posto più appropriato, e quindi è immediatamente suscettibile ad apprendere sia comportamenti corretti sia quelli scorretti. Essendo sconsigliabile frequentare un campo di addestramento prima che il cucciolo abbia completato il programma vaccinale, può risultare invece utile che il neo-proprietario si faccia ben consigliare sulle azioni più corrette da porre in essere in attesa di poter frequentare un centro di addestramento. Questo al fine di evitare errori banali che però potrebbero compromettere una futura serena convivenza.

Cuccioli, socializzazione secondaria o interspecifica

di Renato Freda

All’età di 55/60 giorni, allontanato il cucciolo dalla madre e dai fratelli, inizia per lui la conoscenza del mondo esterno alla cassa-parto dove è nato. Il cucciolo viene affidato alla famiglia di adozione che ne dovrà curare la formazione che lo condurrà all’età adulta

Se già l’allevatore avrà lavorato bene alla socializzazione del cucciolo, esponendolo con attenzione a diversi stimoli (suoni, piccoli rumori, manipolazioni, ecc.), il compito della famiglia di adozione risulterà senz’altro facilitato.

Purtroppo il periodo della socializzazione secondaria (60/90 gg) coincide con il periodo vaccinale durante il quale il cucciolo va maggiormente protetto da possibili contagi virali (cimurro, gastroenterite, ecc). Nel rispetto dei consigli del veterinario che tenderanno alla salvaguardia sanitaria del giovane cane, non si commetta l’errore di tenerlo completamente isolato dal mondo esterno.

Ad esempio si può portarlo in automobile, abituandolo al mezzo, ai rumori del traffico, a immagini e situazioni per lui nuove. Lo si abitui alle manipolazioni, anche attraverso la spazzolatura del pelo, ed alla presenza di bambini favorendo una corretta e rispettosa interazione con gli stessi. Il cucciolo già a questa età può facilmente essere educato ad espletare i suoi bisogni nel luogo che riterremo più opportuno. Particolare attenzione dovrà essere posta tra le otto e le dieci settimane di vita del cane.

In questo periodo definito “dell’impronta alla paura”, ogni esperienza negativa resterà pressoché indelebilmente impressa nella memoria del cane. Soprattutto nel periodo di socializzazione è bene mantenere un atteggiamento neutrale ed  indifferente verso quelle situazioni che il cucciolo avverte ostili; poiché ha noi come suo riferimento, la nostra indifferenza verso tali cause, porterà presto il cane a tranquillizzarsi verso le stesse e a superare la propria diffidenza. Per quanto possibile, offriamo al cucciolo un ambiente sempre stimolante.

Periodo neonatale e socializzazione primaria

di Renato Freda

Per il cucciolo, il periodo neonatale è un momento di fondamentale importanza per la formazione del carattere che poi ritroveremo nel cane adulto.

Dopo le prime due settimane di vita, quelle dell’imprinting olfattivo in cui il cucciolo è direzionato ed orientato dal calore materno e dall’odore del latte, si aprono gli occhi e le orecchie, organi che saranno però funzionali solo in terza settimana (21 giorni).

Da questo momento inizia la fase di socializzazione il cui periodo “clou” dura fino ai tre mesi.

Durante questo periodo il cucciolo prende contatto con la madre, con i fratelli di cucciolata, ed infine, con l’ambiente esterno alla cassa-parto dove esso è venuto alla luce.

Convenzionalmente si indica il periodo che va dai 21giorni ai 50-60 gg. come periodo della socializzazione primaria o interspecifica ed il periodo che va dai 50-60 gg. fino ai 90gg. (tre mesi) come periodo della socializzazione secondaria o intraspecifica.

Ovviamente questa distinzione non è ne’ deve essere così netta, ma è un riferimento importante che serve a tener presente quanto negativamente possa influenzare il carattere del cane un suo prematuro allontanamento dalla madre e dai fratelli di cucciolata.

Durante la socializzazione primaria il cucciolo apprende dei modelli di comportamento attraverso il suo rapporto con la madre e, attraverso il gioco con i fratelli; apprende le posture di dominanza e di sottomissione, gli effetti del morso, le tecniche di inseguimento e cattura.

Privare il cucciolo di questa fase, oppure ridurne il periodo allontanandolo dalla cucciolata e dalla madre prima dei 50-60 gg., può farne un soggetto timido e/o aggressivo nei confronti dei propri simili, non riuscendo magari a dare la giusta “lettura” alla mimica posturale degli stessi.

E’ opportuno ricordare che anche un ambiente esposto a forti rumori, così come una mamma troppo timorosa, può influenzare negativamente il carattere dei cuccioli.

Pet Therapy, a Ravenna si può. Il via libera della Regione

E’ uno dei primi casi in Italia. Parte a Ravenna il progetto della Tep Therapy. Negli ospedali sarà possibile per i pazienti far entrare anche i loro animali da compagnia. Determinante il via libera della Regione. L’ospedale Santa Maria delle Croci e quello privato, San Francesco attueranno fra subito la nuova normativa che prevede “la tutela del paziente e dell’animale”.

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