Oltre la fiaba di Elena Opromolla, un libro per riflettere

di brugue

“Oltre la fiaba”, di Elena Opromolla. Molto più di un libro. È un progetto di grande interesse pedagogico e sociologico. Non a caso l’editore, Olivier Turquet della Multimage di Firenze, del bel libro illustrato della docente con le opere grafiche e i disegni degli studenti del Liceo Artistico “Paolo Anania De Luca” di Avellino, lo ha inserito nella collana pedagogica “L’isolachecé”.

Oltre la fiaba, creatività e terapia

Tanti i temi affrontati in diversi racconti-fiabe che riescono a catturare l’attenzione dei più piccoli ma anche dei genitori. Spunti e riflessioni sul mondo infantile e preadolescenziale con personaggi inventati, luoghi e immagini fantasiose che ci portano ad una riflessione molto più profonda sul vissuto difficile e sulle ombre del nostro mondo. Anche per questo si può parlare di un libro-progetto dove l’interesse diretto, oltre ad una bella scrittura, è rappresentato proprio dalla possibilità di seguire un percorso di natura pedagogica, magari coinvolgendo anche altre scuole e nuove sedi per dibattere problematiche mai superate.

Dieci fiabe illustrate

L’iniziativa della docente Elena Opromolla merita tutta la nostra attenzione e l’augurio sincero di un bel successo oltre alla possibilità di aprire nuovi percorsi di interesse educativo. Le dieci fiabe si ispirano alla mondo della natura e, come dicevamo, al vissuto difficile dei bambini e ragazzi in un mondo sempre più difficile e violento. La fiaba-racconto, interpretata spesso come una fantastica visione per i più piccoli, può considerarsi anche un valido strumento artistico e nello stesso tempo terapeutico.

Ed è proprio in questo segmento che l’autrice del libro, Elena Opromolla, riesce ad inserirsi con due grandi qualità: leggerezza e originalità. Guidata oltre che dall’esperienza professionale anche da una vera passione e capacità di emozionarsi ancora di fronte ad una bella fiaba che, in fondo, è uno dei simboli della vita con tutte le contraddizioni e gli scontri tra il bene il male, la luce e l’ombra. Il libro Oltre la Fiaba è stato presentato recentemente al Carcere Borbonico di Avellino.

#ElenaOpromolla #Oltrelafiaba #MultimageFirenze

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Elena Opromolla
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Oltre la fiaba, la copertina

Napoli, il 7 aprile la serata fashion a La Scalinatella

La dolce vita napoletana si arricchisce giorno per giorno di nuovi eventi e nuovi locali. È un momento particolarmente vivace della movida di Napoli. A La Scalinatella a Napoli, in una zona centralissima nei pressi di via dei Mille, grazie all’iniziativa della Sismo eventi, nasce la Serata fashion Boom!rang, in programma il prossimo 7 aprile.

La serata fashion in programma il 7 aprile

Si tratta di un concept innovativo e moderno che prende forma grazie all’interazione con il mondo social e a molte figure che lo caratterizzano: #fashionblogger #influencer e #lifestyle ospiti e protagonisti della rassegna fashion. Sarà un concentrato di fashion, tendenza, innovazione e visibilità.

Serata fashion a Napoli

Nel primo venerdì del mese è previsto il lancio della rassegna con appuntamenti periodici sempre a La Scalinatella a Napoli. Si caratterizzerà anche per un pubblico molto selezionato, max 200 ospiti, con obbligo di Dress Code: #Elegant.

Serata fashion con influencer e blogger

Oltre a noti personaggi influencer del panorama fashion, campano e nazionale, le social guest star confermate sono  Umberto Buglione, Maria Grazia Ceraso, Noemi Guerriero, Ugo Marchionne, Rossella Padolino, Tommaso Rosati e Claudia Squame, è in programma la performance di Peppe Parlato pianoshow, personaggio noto nel panorama napoletano e non, e Felice Visone in console DjSet che saranno guidati dalla voce Rosario Sepe, the voice love.

Sismo, Boom!erang, Napoli,
Evento Sismo Boom!erang
Noemi Guerriero, Sismo, Napoli,
Blogger Noemi Guerriero, evento Sismo a Napoli
Rossella Padolino, Napoli,
Blogger Rossella Padolino, evento Sismo a Napoli,
La scalinatella, Pietro Carpino, Napoli,
Pietro Carpino tra i promotori dell’evento

Le foto per dirlo. L’eredità necessaria

di Mariateresa Formicola

“E fu qui, adesso che ci penso, che la storia della mia vita ebbe inizio”

(Josè Saramago)

Seduta in terra a gambe incrociate – avrò avuto undici o dodici anni –  me ne stavo ai piedi della mia nonna paterna mentre mi narrava di guerre e soldati e di fughe nei campi, delle inquietudini dell’amore inesorabile,  della bellezza  di amicizie sincere, della sofferenza nei tradimenti subiti, e memorie e segreti di famiglia, soprattutto. Tutto intorno era foderato di silenzio, tanto ero immersa –  così ricordo -.

Ovunque io sia, mi restano nella fotocamera corpi e sguardi di persone adulte; dopo provo a raffigurare i loro volti di adolescenti, i colori primitivi dei capelli,  le movenze leggere, l’incomparabile vita.

Mi hanno raccontato storie più disparate, semplici, serene o tragiche – le  persone qui fotografate –  e quello che ora posso dire è che continuo a nuotare nell’infinito mare dei loro ricordi.

Voglio dedicare questa pubblicazione alla ragazzina curiosa, da tutto affascinata, che ero.Mariateresa Formicola Mariateresa Formicola, Mariateresa Formicola

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Diario di viaggio/4 Marocco. Alla scoperta dell’hammam

di Emilia Bonaventura

Erano diversi giorni che pensavo di andare all’ hammam ed oggi finalmente ci sono riuscita. Da qualche anno non ne frequentavo uno, la prima volta fu ad Hammamet in Tunisia. Non mi ricordavo più le incredibili sensazioni provate in quei luoghi. 

L’ hammam è un complesso termale  dove la popolazione si reca abitualmente, anche più di una volta a settimana, la struttura è di chiara derivazione dagli impianti termali della antica Roma ed anche il percorso è molto simile. Entrare in un hammam significa prendersi cura di sé , significa coccolarsi e farsi coccolare, lasciare fuori i vari problemi che ognuno di noi ha. E’ come entrare in un gineceo, automaticamente si instaura un rapporto di fiducia ed intimità tra le donne presenti, bagnanti e lavoranti, è un momento tra donne ed è stupendo. C’ è anche una sezione maschile.

A me è sembrato di tornare indietro di 2000 anni, ai tempi dell’ impero romano, quando recarsi in questi luoghi era la normalità. Spesso mi capita di descrivere ai visitatori luoghi simili a questo, data la mia professione, ed oggi ho toccato con mano ciò che da anni cerco di far rivivere a chi visita la mia terra, la Campania.

Cosa doveva provare un cittadino romano quando veniva avvolto dai vapori caldi del calidarium? Oggi possiamo chiamarlo bagno turco, quando faceva lo scrub, oggi lo fanno con il sapone nero all’ hargan, quando si faceva massaggiare con i vari unguenti, qui si fa con l’ olio di hargan. Oggi sono stata coccolata ed assistita da Khadija , dalle sue mani delicate ma decise, durante l’ intero percorso che inizia con lo scrub, continua con il bagno di vapore ed il massaggio e termina con fango alle rose ed ulteriore bagno di vapore e  doccia finale.

Si termina con un po’ di relax ed un bel tè caldo alla menta… e ti senti rinata ed in pace con il mondo!

Diario di viaggio/3 Marocco. Vivere la Medina

di Emilia Bonaventura

Vivere la Medina non è semplice, specialmente se non si vuol avere un approccio da turista, ma da viaggiatore o lavoratore temporaneo, come sono io in questo periodo.

Accanto a tutto ciò che può affascinare un occidentale, e vi assicuro che c’ è tanto che può affascinarci, ci sono le difficoltà oggettive che sicuramente un viaggiatore può accettare di buon grado per un po’, per conoscere un’altra cultura, un altro modo di vivere.

Come dicevo nel mio scritto precedente, i vicoli della Medina sono stretti e tortuosi e per necessità contingenti, c’ è bisogno di trasportare merci e persone, per cui per la maggior parte delle ore del giorno, questi vicoli sono percorsi da centinaia di biciclette, ciclomotori, e mezzi a tre ruote per il trasporto merci, consigliabile, quindi, mantenere sempre la destra, pena il pericolo di essere investiti ogni 3 minuti.

Con i venditori nei suq, che continuamente cercano di attirare l’ attenzione del turista, a volte si instaura una divertente trattativa sull’acquisto di un prodotto. E’ nella cultura araba e berbera la contrattazione.

Per farmi un complimento, a questo proposito, mi hanno chiesto se fossi Berbera!!!

Qualche giorno fa, percorrendo le strade della Medina con una connazionale, ci siamo imbattute nella bottega di un venditore di pashmine, ne avevo adocchiata una che mi piaceva, ed è partita la trattativa.

Non so come è successo, a me non piace fare questo genere di cose, mi sono lasciata trasportare dalla situazione, e mi sono anche divertita. Ho deciso di non spostarmi dalla mia offerta a costo di non prendere l’ oggetto, il venditore non mollava ma neanche io. Ad un certo punto ha chiesto alla mia amica da dove venissimo, lei ha risposto, Italia, Napoli, il venditore con fare di rispetto mi ha richiamata, ero già fuori dal negozio per andare via, e mi ha dato la pashmina al prezzo che volevo io. Soddisfazione!!!

Riconoscono ai Campani, Napoletani in particolare, doti che altri non hanno… e anche questo è Medina. È Marocco!

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