Le foto per dirlo. L’eredità necessaria

di Mariateresa Formicola

“E fu qui, adesso che ci penso, che la storia della mia vita ebbe inizio”

(Josè Saramago)

Seduta in terra a gambe incrociate – avrò avuto undici o dodici anni –  me ne stavo ai piedi della mia nonna paterna mentre mi narrava di guerre e soldati e di fughe nei campi, delle inquietudini dell’amore inesorabile,  della bellezza  di amicizie sincere, della sofferenza nei tradimenti subiti, e memorie e segreti di famiglia, soprattutto. Tutto intorno era foderato di silenzio, tanto ero immersa –  così ricordo -.

Ovunque io sia, mi restano nella fotocamera corpi e sguardi di persone adulte; dopo provo a raffigurare i loro volti di adolescenti, i colori primitivi dei capelli,  le movenze leggere, l’incomparabile vita.

Mi hanno raccontato storie più disparate, semplici, serene o tragiche – le  persone qui fotografate –  e quello che ora posso dire è che continuo a nuotare nell’infinito mare dei loro ricordi.

Voglio dedicare questa pubblicazione alla ragazzina curiosa, da tutto affascinata, che ero.Mariateresa Formicola Mariateresa Formicola, Mariateresa Formicola

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Diario di viaggio/4 Marocco. Alla scoperta dell’hammam

di Emilia Bonaventura

Erano diversi giorni che pensavo di andare all’ hammam ed oggi finalmente ci sono riuscita. Da qualche anno non ne frequentavo uno, la prima volta fu ad Hammamet in Tunisia. Non mi ricordavo più le incredibili sensazioni provate in quei luoghi. 

L’ hammam è un complesso termale  dove la popolazione si reca abitualmente, anche più di una volta a settimana, la struttura è di chiara derivazione dagli impianti termali della antica Roma ed anche il percorso è molto simile. Entrare in un hammam significa prendersi cura di sé , significa coccolarsi e farsi coccolare, lasciare fuori i vari problemi che ognuno di noi ha. E’ come entrare in un gineceo, automaticamente si instaura un rapporto di fiducia ed intimità tra le donne presenti, bagnanti e lavoranti, è un momento tra donne ed è stupendo. C’ è anche una sezione maschile.

A me è sembrato di tornare indietro di 2000 anni, ai tempi dell’ impero romano, quando recarsi in questi luoghi era la normalità. Spesso mi capita di descrivere ai visitatori luoghi simili a questo, data la mia professione, ed oggi ho toccato con mano ciò che da anni cerco di far rivivere a chi visita la mia terra, la Campania.

Cosa doveva provare un cittadino romano quando veniva avvolto dai vapori caldi del calidarium? Oggi possiamo chiamarlo bagno turco, quando faceva lo scrub, oggi lo fanno con il sapone nero all’ hargan, quando si faceva massaggiare con i vari unguenti, qui si fa con l’ olio di hargan. Oggi sono stata coccolata ed assistita da Khadija , dalle sue mani delicate ma decise, durante l’ intero percorso che inizia con lo scrub, continua con il bagno di vapore ed il massaggio e termina con fango alle rose ed ulteriore bagno di vapore e  doccia finale.

Si termina con un po’ di relax ed un bel tè caldo alla menta… e ti senti rinata ed in pace con il mondo!

Diario di viaggio/3 Marocco. Vivere la Medina

di Emilia Bonaventura

Vivere la Medina non è semplice, specialmente se non si vuol avere un approccio da turista, ma da viaggiatore o lavoratore temporaneo, come sono io in questo periodo.

Accanto a tutto ciò che può affascinare un occidentale, e vi assicuro che c’ è tanto che può affascinarci, ci sono le difficoltà oggettive che sicuramente un viaggiatore può accettare di buon grado per un po’, per conoscere un’altra cultura, un altro modo di vivere.

Come dicevo nel mio scritto precedente, i vicoli della Medina sono stretti e tortuosi e per necessità contingenti, c’ è bisogno di trasportare merci e persone, per cui per la maggior parte delle ore del giorno, questi vicoli sono percorsi da centinaia di biciclette, ciclomotori, e mezzi a tre ruote per il trasporto merci, consigliabile, quindi, mantenere sempre la destra, pena il pericolo di essere investiti ogni 3 minuti.

Con i venditori nei suq, che continuamente cercano di attirare l’ attenzione del turista, a volte si instaura una divertente trattativa sull’acquisto di un prodotto. E’ nella cultura araba e berbera la contrattazione.

Per farmi un complimento, a questo proposito, mi hanno chiesto se fossi Berbera!!!

Qualche giorno fa, percorrendo le strade della Medina con una connazionale, ci siamo imbattute nella bottega di un venditore di pashmine, ne avevo adocchiata una che mi piaceva, ed è partita la trattativa.

Non so come è successo, a me non piace fare questo genere di cose, mi sono lasciata trasportare dalla situazione, e mi sono anche divertita. Ho deciso di non spostarmi dalla mia offerta a costo di non prendere l’ oggetto, il venditore non mollava ma neanche io. Ad un certo punto ha chiesto alla mia amica da dove venissimo, lei ha risposto, Italia, Napoli, il venditore con fare di rispetto mi ha richiamata, ero già fuori dal negozio per andare via, e mi ha dato la pashmina al prezzo che volevo io. Soddisfazione!!!

Riconoscono ai Campani, Napoletani in particolare, doti che altri non hanno… e anche questo è Medina. È Marocco!

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Diario di viaggio/2 Marocco. Da Gueliz a Medina

di Emilia Bonaventura

Da Gueliz, cittadella dal carattere europeo, si passa velocemente alla Medina, la città antica, e sembra di essere catapultati in un’altra era.

Gli ampi spazi, i viali rettilinei, i fabbricati ordinati, i centri dello shopping di marca occidentale, cedono il passo ad un tessuto urbano a dir poco caotico, strade strette e tortuose, case basse e costruite una accanto all’ altra senza un ordine precostituito. Infatti, si pensa che il nucleo originario di Marrakech sia stato un accampamento o un mercato, sorto intorno al 1060.

Nelle stradine della Medina vi è un pullulare di gente, di vita, di negozietti distribuiti nei vari suq. I gestori cercano di attirare continuamente l’ attenzione del turista e del viandante.

I colori si fanno più intensi, gli odori delle varie spezie e di cibi, inebrianti.

L’ artigianato locale prende il posto dei prodotti della globalizzazione, ed è meraviglioso vedere i vari artigiani a lavoro nelle loro botteghe, dal sarto, all’ esperto di pellami e cuoio, dal lattoniere al mosaicista. Bello vedere e vivere l’ identità locale.

Gli hotel standard cedono il posto ai riad, abitazioni tipiche arabe con patio interno alcuni ancora con giardino, altri con piscina, oasi di tranquillità e silenzio nel caos della Medina.

Molti di essi stanno diventando strutture ricettive grazie al recupero e restauro che ne stanno facendo diversi europei, italiani compresi.

Ho avuto la fortuna di essere ospitata in uno di questi riad, proprietà di signore italiane ed è stato un bel connubio tra cultura araba e quella italiana, è stato un po’ come sentirsi a casa… soprattutto per il caffè!

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La Campania in tavola al XXV Festival di Merano

Si è conclusa da pochi giorni conclusa la venticinquesima edizione di Merano Wine Festival, famosa località turistica altoatesina. Una kermesse di notevole prestigio nata nel 1992 che celebra le eccellenze sia del settore vinicolo che di quello gastronomico; un evento che da sempre privilegia la qualità. gGli espositori da tutta Italia sono stati preventivamente selezionati da un’attenta verifica dei loro prodotti. In tale rinomato palcoscenico, anche quest’anno le aziende della Campania sono a giusto titolo tra le protagoniste, grazie all’esclusività delle produzioni che hanno affermato i loro brand oltre i confini nazionali.

Infatti, alcune eccellenze del territorio campano hanno brillato fin dalla cena di gala inaugurale, elegante ed attesissima, svoltasi al Kurhaus meraviglioso simbolo dell’architettura in stile liberty di Merano. La cena è stata  curata della Federazione Italiana Cuochi. Le sapienti mani dei migliori chef nazionali hanno dato vita ad un menu davvero esclusivo utilizzando l’olio extravergine biologico Sole di Cajani, azienda di Caggiano nel salernitano, e impreziosendo le portate con le mozzarelle di bufala del Caseificio Aversano.

Nel settore vinicolo presenti a Merano alcuni consorzi di tutela e venticinque aziende campane, inserite negli spazi Wine Italia, Wine Award Area, New Entries e Extremis, in una cinque giorni di forte competizione con i marchi esteri e con una nutrita partecipazione dalla Francia dei migliori produttori di champagne. E ancora al Festival altoatesino i salumi Gioi, i pregiati liquori artigianali Alma De Lux, le conserve Italiana Vera e Solania e le altre tipicità regionali di grande qualità, dalla pasta ai sott’olio e ai legumi.

Quest’anno, il Merano Wine Festival ospita oltre 400 aziende selezionate tra le mille candidature italiane e straniere pervenute; gli espositori ammessi sono frutto di una verifica rigida che ha imposto punteggi superiori a 80/100 ai prodotti in degustazione. Tra le novità più interessanti la rassegna cinematografica Merano Wine Film Festival, patrocinata dal Principato di Montenegro e con la supervisione di Helmut Kocher, che porta in sala pellicole vecchie e nuove dedicate al mondo del vino di famosi registi, quali Carreras e Kramer.

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